Apertura Partita IVA 2018: Tutto ciò che devi sapere

Apertura Partita IVA 2018: Tutto ciò che devi sapere

Quali decisioni prendere prima di aprire la Partita IVA nel 2018?

Una delle decisioni più importanti da assumere al momento in cui si decide di aprire la partita Iva, riguarda la scelta della forma giuridica (societaria o individuale) nonché del regime contabile da adottare.
Nella jungla del sistema fiscale italiano vi sono infatti numerosi regimi applicabili che si differenziano sia per aliquote che per modalità di applicazione e che possono incidere sensibilmente sul portafogli del neo imprenditore o professionista.
Una prima distinzione riguarda i diversi inquadramenti Inps applicabili ad imprese individuali, liberi professionisti e società:

apertura partita iva 2018 inquadramenti INPS

Una seconda fondamentale distinzione riguarda i regimi contabili e fiscali applicabili:

apertura partita iva 2018 regimi contabili

* 400.000 € per chi svolge un’attività di prestazioni di servizi; 700.000 € per chi svolge altre attività.

Apertura Partita IVA: Quale forma giuridica scegliere?

Vediamo quali sono le possibili forme giuridiche adottabili da un contribuente che intende mettersi in proprio ed aprire partita Iva:

1) Lavoratore autonomo

Si intende per lavoratore autonomo colui che esercita in forma abituale un’attività professionale o artistica (p.es. consulenti, avvocati, geometri, medici, infermieri, programmatori, SEO, web developer, grafici pubblicitari, disegnatori, fotografi, consulenza d’impresa, pubbliche relazioni, ricerche di mercato, designer, etc.).
Come precisato in premessa il lavoratore autonomo non è soggetto all’iscrizione in Camera di Commercio mentre sarà obbligato ad iscriversi in una delle seguenti gestioni previdenziali:

Gestione separata Inps

Questa gestione previdenziale è applicabile a tutti coloro che non hanno una cassa di previdenza autonoma (Si tratta p.es. dei consulenti marketing o di impresa, dei disegnatori, dei fotografi liberi professionisti, programmatori, SEO, web developer, grafici pubblicitari, disegnatori, consulenti d’impresa, pubblic relators, ricercatori di mercato, designer etc). Le aliquote applicabili variano di anno in anno, e sono riassunte nella presente tabella:

aliquote contributive gestione separata

Nella Gestione Separata i contributi vengono versati dal contribuente applicando le percentuali di legge al reddito effettivamente percepito; a differenza del regime IVS artigiani e commercianti (v. punto successivo) non esiste un contributo minimo da versare obbligatoriamente anche in assenza di reddito.
Il lavoratore autonomo dovrà indicare in fattura una maggiorazione del 4% che risulterà a carico del proprio cliente. Tale maggiorazione di fatto riduce il costo contributivo per il lavoratore autonomo in quanto il costo effettivo INPS Gestione Separata (p.es. per l’anno 2017) non sarà pari al 25,72% come indicato in tabella, ma al 21,72% visto che il 4% verrà addebitato in fattura al cliente.

Cassa previdenza autonoma

I lavoratori autonomi iscritti ad albi professionali (p.es. commercialisti, architetti, consulenti del lavoro, avvocati, medici, infermieri, biologi, geometri, giornalisti, etc.) sono obbligati ad iscriversi alla cassa professionale di appartenenza. I contributi dovuti alla cassa di appartenenza sono denominati Contributo Integrativo (mediamente pari al 4% del fatturato) e Contributo Soggettivo (mediamente pari al 10/15% del reddito). Il Contributo Integrativo risulta a carico del cliente in quanto viene riaddebitato in fattura e pagato da questo al professionista, mentre il Contributo Soggettivo viene calcolato applicando le aliquote di legge al reddito prodotto nell’anno precedente.

2) Impresa individuale

L’impresa individuale (o come viene frequentemente chiamata la “ditta individuale”) è la forma giuridica utilizzata dai soggetti che esercitano attività di commercio o di produzione di beni o servizi. L’attività di impresa può essere esercitata nei seguenti settori:

  • Commercio (negozianti al dettaglio e all’ingrosso, commercio on line, agenti e rappresentanti, promotori finanziari etc);
  • Artigianato (attività di produzione e vendita di beni con prevalenza dell’attività manuale sui macchinari utilizzati);
  • Industria (attività con impiego prevalente di macchinari e capitale);
  • Agricoltura (coltivazione diretta del fondo, selvicoltura, allevamento).

L’impresa individuale esercitata nel settore commercio o artigianato è soggetta al pagamento dei Contributi Inps IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) mentre il titolare di impresa agricola è tenuto al versamento dei contributi Inps per fasce di reddito agrario con appositi moltiplicatori. Il titolare di impresa nel settore industria non è invece tenuto al pagamento di contributi Inps sul reddito personale.

A titolo esemplificativo riportiamo le aliquote vigenti al momento della pubblicazione del presente articolo:

aliquote vigenti apertura partiva iva 2018

A differenza dei contributi Inps previsti per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata, i Contributi Ivs Artigiani e Commercianti prevedono il pagamento di un importo minimo annuale. Anche un impresa in perdita, o con un fatturato pari a zero (purché risultante attiva in camera di commercio) sarà tenuta al pagamento di un contributo minimo annuo nelle seguenti misure:

contributo minimi obbligatorio partita iva 2018

L’impresa individuale è soggetta all’iscrizione presso la competente Camera di Commercio ed è obbligata al pagamento di un diritto annuale, attualmente, nelle seguenti misure:

iscrizione camera commercio pagamento annuale

3) Società

Una persona fisica che intende avviare un’attività di impresa, in alternativa al regime dell’impresa individuale, può optare per la costituzione di una società di persone o di capitali. Nel caso delle società di persone è tuttavia sempre necessaria la presenza di almeno due soci, mentre nel caso delle società di capitali (S.r.l. o S.r.l.s.) è sufficiente anche la presenza di un solo socio. Per costituire una società è sempre obbligatorio l’intervento del notaio il quale dovrà redigere uno statuto contenente le regole di funzionamento della società ed i rapporti tra i soci ed iscrivere la società presso la competente Camera di Commercio.

3.1) Società di persone

La società di persone è una forma giuridica molto utilizzata per piccole attività di natura commerciale o artigiana. Per costituire una società di persone occorrono almeno due soci e le regole della società vengono disciplinate dai “patti sociali” che vengono sottoscritti dai soci alla presenza del notaio. Le società di persone possono adottare sia il regime di contabilità semplificata che il regime di contabilità ordinaria (per opzione della società o per superamento dei limiti di legge).

Le società di persone non sono tenute al deposito annuale del bilancio presso la Camera di Commercio.
Sotto il profilo fiscale le società di persone ed i loro soci sono soggette al pagamento delle seguenti imposte:

  • Società: IRAP 4,82% (salvo diverse delibere regionali);
  • Soci: IRPEF 23% min. – 43% max.

Le società di persone possono essere costituite in forma di:

Società in nome collettivo (S.n.c.)

Non vi sono categorie di soci con poteri o mansioni differenziate in quanto tutti i soci partecipano alla gestione della società con pari diritti, salvo diversi accordi in sede di costituzione. La responsabilità dei soci è illimitata e potrà estendersi al pagamento di tutti i debiti sociali. Nel caso in cui si presenti una situazione debitoria alla quale la società non sia in grado di far fronte, ne risponderà prima la società con il proprio patrimonio, e poi, in subordine, i soci stessi con il patrimonio personale. La società in nome collettivo verrà normalmente inquadrata come attività artigiana o commerciale ed i soci saranno soggetti all’iscrizione alla gestione IVS Artigiani e commercianti. E’ anche ammissibile l’iscrizione della S.n.c. come attività industriale. In tal caso i soci non saranno soggetti all’iscrizione alla gestione Inps IVS.

Società in accomandita semplice (S.a.s.)

Vi sono due categorie di soci:

  • Soci accomandatari, i quali partecipano attivamente alla gestione della società e rispondono delle obbligazioni sociali con tutto il proprio patrimonio (analogamente ai soci della S.n.c.). I soci accomandatari possono essere soggetti all’iscrizione nella Gestione IVS Artigiani e Commercianti.
  • Soci accomandanti, i quali non possono partecipare alla gestione della società (pena la perdita della qualifica di socio accomandante) e rispondono delle obbligazioni sociali limitatamente alla propria quota di capitale versata in società. I soci accomandanti non sono soggetti all’iscrizione alla gestione IVS Artigiani e Commercianti.

Società semplice (S.s.)

La società semplice viene utilizzata per lo svolgimento di attività non commerciali, quali, ad esempio, le attività agricole, le attività professionali o le attività di mera intestazione di beni (p.es. immobiliari, partecipazioni). La società semplice può risultare una soluzione strategicamente valida in talune situazioni patrimoniali quali, per esempio: il possesso di beni immobili, non essendo soggetta alle disposizioni sulle c.d. società di comodo né agli studi di settore.

3.2) Società di capitali

Le società di capitali sono caratterizzate dalla responsabilità limitata dei soci alle obbligazioni sociali. Ciò significa che in caso di situazioni debitorie alle quali la società non riesce a far fronte, il socio risponderà delle obbligazioni sociali limitatamente al valore della propria quota di partecipazione al capitale della società, ed il suo patrimonio personale rimarrà pertanto separato e quindi non aggredibile dai creditori della società.

La società di capitali devono obbligatoriamente adottare il regime di contabilità ordinaria e sono soggette al deposito annuale del bilancio in Camera di Commercio.

Sotto il profilo fiscale le società di capitali sono soggette al pagamento delle seguenti imposte:

  • IRES 24%;
  • IRAP 4,82% (salvo diverse delibere regionali).

Le tipologie di società di capitali più frequentemente utilizzate (tralasciando quindi le S.p.A., le S.a.p.a. e le Soc. Cooperative) sono:

Società a responsabilità semplificata (S.r.l.s.)

La S.r.l.s. è una forma giuridica recentemente introdotta nell’ordinamento italiano (dal 29 agosto 2012) che presenta alcuni indubbi vantaggi sotto il profilo dei costi di costituzione, ed in particolare:

  • Capitale sociale compreso tra 1 euro e 9.999,99 euro;
  • Statuto predeterminato per legge;
  • Costi notarili ridotti (in sede di costituzione non vi sono oneri notarili) nelle seguenti misure:

costi notarili partita iva 2018

La Srls può anche essere costituita da un unico socio (S.r.l.s. Unipersonale) ed è soggetta all’obbligo di tenuta della contabilità ordinaria ed al deposito del bilancio annuale presso la competente Camera di Commercio.

Società a responsabilità limitata (S.r.l.)

La S.r.l. è la forma più utilizzata di società di capitali, e, come la S.r.l.s., ha il vantaggio di garantire ai soci protezione dai debiti societari nei limiti della quota di capitale sociale versata. La S.r.l. deve avere un capitale sociale minimo di euro 10.000,00 di cui però solo il 25% (pari ad euro 2.500,00) deve essere obbligatoriamente versato dai soci.

La S.r.l. può essere costituita anche con un solo socio (S.r.l. Unipersonale) ma in tal caso il capitale sociale deve essere interamente versato. La S.r.l. è soggetta all’obbligo di tenuta della contabilità ordinaria ed al deposito del bilancio presso la competente Camera di Commercio.

La società deve essere costituita con atto notarile; tuttavia, a differenza della S.r.l.s, non vi sono agevolazioni sui costi notarili in sede di costituzione:

costi costruzione srls 2018

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